CHIESA DI SAN VITALE MARTIRE

La Plebs de Misano è iscritta nel Catalogo delle Chiese Modenesi del Sec. XIII. La parrocchia ha inizio nel 1575. 

Il campanile, costruito in diverse epoche, aveva il vano della base, che ha servito per molto tempo da Sagrestia, ed il piano superiore da abitazione del campanaro, mentre il vano più alto è l'ampia cella campanaria, che alloggia per iniziativa del Parroco Don Domenico Masini un quarto di campane molto buono della Ditta Brighenti Clemente di Bologna del 1863.

 

Note  Peso kg.  Diametro cm.  Fonditore
LA naturale  350  87  Clemens Brighenti
SI naturale  250  77,5  Bonon. fudit
DO naturale 200  70   Anno MDCCCLXIII
RE diesis 120  58,5   (1963)

 

Iscrizioni:

1. nella grossa: immagini: S. Vitale, il Crocifisso, la Vergine con Bimbo e S. Agostino con la dedica “In honorem S. Vitalis Martyris Patroni Populus Missani Collato aere faciundum curavit Anno MDCCCLXIII. Clemens Brighenti, etc.”.

2. nella mezzana: immagini: il Crocifisso, l'Immacolata Concezione, S.  Antonio Abate e S. Domenico con la dedica “Christo Domino Deiparaeque Virgine sine labe conceptae Curiales Missani dicavere”.

3. nella mezzanella: immagini: il Crocifisso, i santi Fabiano e Sebastiano e S. Anna con la dedica “SS. Martyribus Fabiano et Sebastiano”.

4. nella piccola: immagini: il Crocifisso, i Santi Biagio, Luigi Gonzaga e Vincenzo Ferreri, con la dedica: “Ad honorem Episcopi et Martyri S. Blasii”

 

Antecedenti campane:

 

Montecchi Giovanni Battista e Brusoni Marc'Antonio di Pesaro: 1660.

Panini Bartolomeo – Montalbano: 1689.

Nel campanile: antico orologio meccanico funzionante.

Nella Chiesa: organo a canne, messo in opera nel 1846, che ha subito diversi restauri.

 

ORATORIO DELLA RIVA, O DELLA CISTERNA, O DI MONTEVECCHIO

 

La Cappelletta della Cisterna, detta anche di Montevecchio o della Riva fu costruita dai fedeli nel 1835 sulla cima del monte, dal lato sud che guarda la splendida vallata del Panaro.

Il monte della Riva è una vetta rocciosa che conserva le rovine del Castello di Sassadella appartenuto anticamente ai capitani di Sassadella ed in seguito a Mazzarello da Cuzzano (1338), che tentò inutilmente di togliere il dominio di Bologna a Taddeo Pepoli e, da questi cacciato, trovò rifugio in questa Rocca.

Ha origine da un quadro della Beata Vergine della Provvidenza, posseduto da Maria Jubini, che il muratore galeotto Luigi Sabbadini portò sul monte nel 1795 e collocò in una nicchia, scavata da lui nella roccia.

L'Oratorio fu arricchito di una piccola campana, dono del fonditore Generali di Bologna, di cm. 30, di peso kg. 16 del 1902.

Cessato di abitarvi il custode, nell'attigua Canonica, l’oratorio fu diverse volte derubato dai ladri, quindi il quadro della Madonna trasportato nella Plebana, ove non mancano i ceri sempre accesi.